Kart – Rokker Special

Rokker Special

I 415 Rokker scesi in pista per la Rok Cup Int. Final hanno compiuto imprese indimenticabili

I 415 Rokker scesi in pista per la Rok Cup International Final hanno compiuto imprese indimenticabili. Tutti abbiamo nella mente i 5 vincitori, ma ci sono stati anche Rokker che hanno vinto sfide particolari, grazie a prestazioni speciali.

ROKKER OF THE DAY = DOMENICO CICOGNINI
Il giovane italiano Cicognini è stato protagonista assoluto della finalissima Senior Rok. Domenico ha corso da campione, nelle prime fasi di gara, dopo un ottimo start, ha braccato il leader Szymon Szyszko, passando in testa alla corsa a due giri dalla fine.
La bagarre scaturita tra Szyszko e Cicognini è stata spettacolare e coinvolgente. L’epilogo della gara per il bravo Domenico, è stato, purtroppo, assolutamente sfortunato ed il giovane italiano ha visto sfumare il prestigioso successo proprio in dirittura d’arrivo.
La generosità di Cicognini e la sfortuna che lo ha colpito sono stati apprezzati dal pubblico e da tutto il paddock, che ha riservato al Rokker italiano un grande applauso e molti complimenti.
Le fortissime emozioni arrivate dal finale della Rok Senior hanno fatto si che il riconoscimento di “Rokker of the day” finisse nelle mani di: Domenico Cicognini.
BEST HELMET. UN CASCO UNA STORIA… BRASILIANA
Ogni casco racconta qualcosa del Rokker che lo indossa, attraverso colori, fregi e disegni speciali.
Alla 15° Rok Cup International Final, tra 415 Rokker, non è stato semplice selezionare il casco più significativo, ma alla fine la giuria ha individuato nel casco del brasiliano Andre Martins il vincitore.
Martins ha corso nella Rok Shifter con un fantastico casco che mixava in modo suggestivo i colori della bandiera brasiliana: giallo, oro, blu e verde.
Sui lati del casco di Martins si formava, in mezzo ad un caleidoscopio di colori, la bandiera brasiliana e sulla parte superiore, comparivano, come una filigrana preziosa, i nomi degli amici e di tutte le persone che hanno influenzato, supportato e condiviso la sua passione per le corse.
MANSON (NZL) – LONATO (ITA): 18.658 CHILOMETRI 
Nel crocevia di nazioni e culture che affollano il paddock della South Garda nel corso della Rok Final, quest’anno più che mai, ogni record è stato battuto, con 49 paesi rappresentati per 5 continenti.
Tra i 415 ad essere scesi in pista, il pilota proveniente da più lontano è stato il neozelandese della Mini Rok, Logan Manson, la cui città, Levin, è distante ben 18.658 chilometri dal circuito South Garda di Lonato (Italia).
EXPERT. SI DISTINGUONO IN TANTI
Un posto speciale nell’ambito della cerimonia di premiazione, è stato riservato ai piloti Expert. Quei Rokker che hanno superato i 40 anni di età e con grinta da teenager si sono lanciati nella mischia della Rok Final.
In particolare la Shifter Rok ha mostrato di essere la categoria più apprezzata dagli Expert, con piloti quali Barrichello e Tonoli, in grado di gareggiare da protagonisti assoluti.
Alla fine, la vittoria tra gli Expert Shifter è andata all’italiano Andrea Tonoli, che ha preceduto il campione Expert Italia, Jacopo Vanelli ed il Big Rubens Barrichello.
Nella Super Rok il campione Expert è stato l’italiano Rino Passanisi, seguito dal messicano Arturo Ysunza, salito sul podio facendo esplodere tutta la sua grande gioia ed autore di un simpatico ringraziamento.
BEST LAP FINALE
La vittoria in gara è l’obiettivo principale per tutti i Rokker. Resta comunque forte in ciascun pilota il desiderio di mettere a segno il giro più veloce in finale. Questo obiettivo è stato centrato da due campioni quest’anno, Mattia D’Abramo (Super Rok – 48.009) e Mila Bartosz (Senior Rok – 48.634).
Gli altri tre campioni, Albanese (Shifter), Zilisch (Mini) e Bosco (Junior), hanno ceduto la soddisfazione del best lap in gara, rispettivamente, ad Alessandro Buran (47.201), Piotr Protasiewicz (55.118) e Matheus Morgatto (49.757).
Tutti gli autori dei giri veloci hanno avuto l’indimenticabile piacere di essere premiati nel corso della cerimonia finale, raccogliendo una meritata ovazione.
Una particolarità da segnalare riguarda il fatto che tutti i giri record si sono avvicinati molto al best lap assoluto dell’evento, siglato dagli autori delle pole position, ma nessuno è riuscito a scendere sotto quel limite.

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