MotoGP – Dovizioso: “Marquez ha più pressione: ha qualcosa da perdere. Io no”

Dovizioso: "Marquez ha più pressione: ha qualcosa da perdere. Io no"

Ora o mai più. Almeno per questa stagione. Andrea Dovizioso sa bene che a Valencia dovrà fare di tutto per vincere l’ultima gara della stagione e, nel frattempo, sperare che succeda qualcosa che rallenti Marquez quel tanto che basta da permettergli di portare a casa il primo titolo della carriera in MotoGP.

21 punti sono tanti e l’impresa non impossibile, ma davvero ardua. “Desmodovi” e la Ducati si giocheranno tutto al “Ricardo Tormo”. Il forlivese non avverte pressione, sa che sarà difficile, ma punterà comunque a vincere per poi tirare le somme del Mondiale a gara finita.

“Siamo all’ultimo round ma come ho già detto siamo molto sereni. Siamo in una situazione in cui non ho nulla da perdere. Sappiamo quanto è difficile raggiungere questo obiettivo perché non è facile. Dovremmo vincere la gara, e sappiampo quanto è difficile, e a Marc deve succedere qualcosa. Quindi è molto complicata. Non la guardo da questo punto di vista. Io quello che devo fare è cercare di vincere. Dobbiamo lavorare come abbiamo fatto in tutti i weekend quest’anno, perché abbiamo portato a casa una serie di gandi risultati in parecchie gare. Per noi l’obiettivo sarà essere molto veloci su una pista di solito ostica, credo sia l’aspetto principale. Non ho nulla da perdere, sono in una situazione tranquilla e cercherò di portare a casa il massimo in ogni turno per essere pronto in gara”.

Alla vigilia appare più difficile la vittoria di Andrea rispetto a un eventuale problema capace di fermare Marquez, ma con la Desmosedici capace di stupire per tutto l’arco della stagione, non è ancora detta l’ultima parola.

“Forse è più complicata la nostra vittoria rispetto a un ritiro di Marquez, perché Valencia ha delle caratteristiche che per la nostra moto non sono facili, ma l’anno scorso non eravamo tanto lontani. Quest’anno saremo più competitivi. Dopo questa stagione non parto già sconfitto, assolutamente no. Abbiamo mostrato di poter essere competitivi su piste dove in passato non eravamo andati bene. Sappiamo però che ci sarà da fare i conti con Marc. Dipenderà molto anche da quello che gli passerà per la testa nel corso della gara. E’ uno molto bravo e sa gestire queste situazioni bene, ma è anche vero che quando vede certe opportunità fa fatica a frenarsi, quindi l’errore può sempre arrivare- Però ripeto, parlare di eventuali errori suoi non ha senso. La nostra strategia è solo quella di provare a vincere la gara”.

Vincendo a Valencia. Dovizioso diverrebbe il pilota con più vittorie della stagione, ma se Marquez dovesse chiudere nelle prime 11 posizioni, non gli servirebbe a nulla essere il pilota più vincente della classe regina delle 2 ruote nel 2017.

“Non sono le vittorie quelle che ti fanno vincere il Mondiale. Arriviamo all’ultima gara e non guardo al risultato ma alla vittoria del Mondiale. Però secondo me è sbagliato guardarla da questo punto di vista. Dobbiamo guardare cosa siamo riusciti a fare dall’inizio della stagione e secondo me dobbiamo essere contenti. Se non riusciremo a vincere il titolo allora vorrà dire che ci è mancato qualcosa, che non abbiamo fatto bene alcune cose e che il prossimo anno dovremo cercare di farle meglio. Certo che potrebbe venirmi un po’ di rabbia vincendo 7 gare contro 6 ma perdendo il titolo, però non è quello il punto”.

“Troppo facile pensare ora cosa avrei potuto fare meglio in alcune gare. E’ una cosa che potrebbero fare tutti. Voglio dire di non aver ripianti perché non ha senso fare altro. I punti che ho preso sono quelli e va bene. Nessuno si sarebbe aspettato quello che invece abbiamo fatto. Noi abbiamo fatto davvero molto bene”.

A Marquez basta davvero pochissimo per vincere il titolo mondiale 2017. Ma Andrea pensa che sia proprio il talento della Honda ad avere più pressione addosso. Ecco perché.

“Anche se Marc ha tanti punti in più di me e gli basta un piazzamento per portare a casa il titolo, lui ha molta più pressione di me. Per forza. Anche perché io non ho nemmeno la pressione del secondo posto in campionato, tanto è già mio. Solo lui può sbagliare”.

Il 2017 di Dovizioso è stato sino a ora entusiasmante: 6 vittorie stagionali a fronte delle 2 ottenute dal 2009 al 2016. Ma ad avere lasciato il segno in lui è stata la vittoria al Mugello, quella che ha dato il via alla sua rincorsa al titolo mondiale.

“Quest’anno ci sono stati tanti avvenimenti che mi hanno riempito il cuore. Mi verrebbe da dire la prima della serie, il Mugello. La gente si dimentica in fretta quello che è successo. L’entusiasmo di quel momento si è affievolito nel corso delle settimane, ma io mi ricordo benissimo. Vincere quella gara, al Mugello, come l’ho vinta e con la DUcati è pazzesco. Il Mugello non ha paragoni. La vittoria di Silverstone… E’ stata la mia gara più bella perché non ero il più veloce e ho vinto. Ma fortunatamente è ne ho avute tante quest’anno”.

Ad aver innescato la scintilla che ha fatto “esplodere” il nuovo Dovizioso è stato l’utilizzo dell’irrazionalità, parte da sempre usata sin troppo con parsimonia da Andrea, specialmente nel corso delle gare.

“Tutti i piloti hanno razionalità e irrazionalità al loro interno. La differenza sta nel quando e quanto vengono utilizzate nel corso della gara. Quest’anno mi è risultato più facile usare l’irrazionalità in alcuni momenti delle corse rispetto agli anni passati. Sanno tutti che sono razionale, vivo di quello. Ma ho usato nel modo giusto l’irrazionalità. Non si può vivere di quello, ma può essere inserita nel momento giusto ed è spettacolare. Certe cose sono irripetibili”.

“Il supporto che ho avuto in tutta la stagione è stato molto diverso da quello avuto in tutta la carriera. Quest’anno chi mi sostiene è perché l’ho emozionato. E lo vedo spesso in chi mi fa i complimenti e mi sprona prima delle gare. Mi fa un immenso piacere e mi rende orgoglioso. E’ difficile da gestire, perché mi dicono che devo vincere e non basta. Ma fa molto piacere”.

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