WTCC – Tarquini: “Vittoria facile, peccato doversi fermare qui…”

Tarquini:

Il grande successo ottenuto dal “Cinghiale” in Qatar è stato il canto del cigno per una LADA che in questo 2016 ha dimostrato di essere cresciuta tantissimo grazie anche alla sua esperienza.

Il “Cinghiale”… perde il pelo, ma non il vizio!

Proprio come un vecchio lupo (che però non è l’animale del suo soprannome), Gabriele Tarquini conferma che quando uno ha nel sangue la vittoria, difficilmente gliela si può sottrarre, anche se la carta d’identità dice che siamo molto vicini alle 55 primavere.

In Qatar il nativo di Giulianova è stato autore di una prova magistrale in quella che era la sua ultima gara nel WTCC, così come il canto del cigno per la LADA.

Sfruttando la partenza dalla prima fila della griglia invertita, Tarquini si è subito messo in scia a Tom Chilton, infilandolo con una mossa d’esperienza appena è stato possibile, poi scappando via come una saetta e, infine, tagliando vittorioso il traguardo in solitaria.

“Nei primi giri la mia auto era ottima, l’ho capito subito appena dopo la partenza – ha commentato al termine delle gare di Losail – Purtroppo in quel momento mi sono trovato sulla parte sporca della traiettoria e non sono riuscito a guadagnare posizioni, ma già nelle prime curve mi sono reso conto che potevo passare Chilton”.

La Safety Car entrata in azione per un incidente nelle prime curve ha consentito all’abruzzese di presentarsi (alla ripartenza) sul rettilineo negli scarichi della Citroën del britannico.

“Alla ripartenza ho sfruttato l’occasione stando all’esterno; siccome Tom è andato leggermente lungo in frenata ne ho approfittato per incrociare la traiettoria e superarlo. Quello è stato il momento chiave perché Losail è una pista ostica, c’è tanta sabbia attorno ai cordoli e diventa difficilissimo guidare stando in scia ad un’altra auto”.

Da lì Tarquini ha letteralmente fatto il vuoto con una Vesta TC1 che sembrava davvero volare via, mentre gli altri faticavano a mantenere in pista i propri mezzi fra una sbandata e l’altra.

“Dopo è stata una gara facile, avevo un passo nettamente superiore e ho raggiunto anche 8″ di vantaggio, quindi ho pensato che sarebbe stato meglio rallentare un po’ e gestire tutto”.

Il successo è il modo migliore per ringraziare la squadra russa, che dal prossimo anno si concentrerà sulla Russian Circuit Racing Series e il mondo del TCR.

“Vorrei dedicare questa vittoria a tutti i ragazzi della squadra che hanno lavorato giorno e notte in LADA. Prima del via sapevamo già quale sarebbe stato il nostro destino, ovvero terminare qui l’avventura nel WTCC. Per questo spero che queste belle immagini restino impresse nella loro memoria”.

“L’auto è stata grande e con un potenziale enorme, siamo riusciti a crescere tanto assieme al team ed è un peccato fermarsi in questo momento. Mi è sembrato che finalmente si sia utilizzata l’esperienza accumulata nei 5 anni di WTCC solo oggi, prima pareva stessero alla finestra. Ora ci siamo avvicinati, abbiamo una macchina buona e un team capace di crescere e migliorare in fretta”.

“Non voglio parlare di me, mi riferisco ai ragazzi nel box, meccanici e ingegneri, ognuno ha fatto sforzi enormi per portare la Vesta ad un livello alto. Anche qui in Qatar non abbiamo cambiato metodo di lavoro, ci siamo presentati con l’intenzione di migliorare, dunque vorrei che queste immagini del trionfo restassero impresse per sempre”.

Tarquini, però, per il secondo anno di fila torna a casa con una amarezza: la consapevolezza che dalla prossima stagione non farà parte del WTCC.

“Vorrei ringraziare la LADA perché lo scorso anno ha creduto in me. 12 mesi fa, al termine delle gare in Qatar, la Honda mi comunicò che avrebbe fatto scelte diverse, dunque ero al termine della carriera nel WTCC. Invece loro mi hanno offerto un contratto, io ho accettato e mi sono divertito tantissimo a lavorare con un team molto professionale. Non mi aspettavo di essere fra i migliori, ma è stato davvero fantastico fare assieme passi avanti e migliorare, arrivando finalmente a lottare per vincere. Catsburg è anche riuscito a portare la Vesta TC1 in Q3 in qualifica, segno che siamo veloci”.

La soddisfazione di Gabriele, comunque, resta quella di aver dato una grande mano con la sua esperienza, finalmente rendendo competitiva la LADA.

“Ripeto, è un peccato doverci fermare qui perché abbiamo accumulato tante informazioni che ci avrebbero potuto far crescere ulteriormente. Con la partenza della Citroën, probabilmente il team più forte in 10 anni di WTCC, potevamo avere l’occasione di lottare per i vertici. Peccato”.

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