F1 – Hamilton spacca il paddock: giusto provarci o è stato antisportivo?

Hamilton spacca il paddock: giusto provarci o è stato antisportivo?

La tattica che Hamilton ha usato negli ultimi giri del GP di Abu Dhabi ha diviso il mondo della Formula 1: il pilota inglese, che non ha voluto festeggiare il mondiale di Rosberg, dopo una stretta di mano, si assolve da qualsiasi critica.

Lewis Hamilton ha spaccato il paddock. D’altronde non è la prima volta, e probabilmente non sarà l’ultima. Da una parte c’è chi ha considerato la tattica di gara dell’ormai ex Campione del Mondo come l’unica possibile per provare a ribaltare le sorti di una classifica che gli lasciava poche speranze in chiave titolo, dall’altra chi ha giudicato antisportiva e irrispettosa una strategia ostruzionistica contro un avversario che tra l’altro era pur sempre il compagno di squadra.

Lewis Hamilton ha deliberatamente scelto di correre un Gran Premio senza spingere al massimo, con la speranza che alle sue spalle si creassero le condizioni per mettere a rischio la seconda posizione di Nico Rosberg. Questo è, e Lewis non lo nega:
“Non credo che ho fatto qualcosa di pericoloso, non credo di aver fatto nulla di sleale. Siamo stati in lotta per il campionato, sono stato in testa è ho controllato il ritmo di gara, seguendo il regolamento”.

Giro dopo giro Hamilton ha realizzato che la sua 53ma vittoria in Formula 1 sarebbe stata amara…
“Una vittoria complessivamente semplice – ha commentato – sapevo che ero in testa e allo stesso momento che stavo perdendo il campionato. Ho sperato in Sebastian, ho avuto qualche informazione sul suo passo, e sapevo che all’occorrenza avrei potuto averla anche io. Ho fatto quello che potevo. Nico ha avuto una stagione molto “pulita”, senza alcun problema tecnico, e per questo oggi siamo seduti in questo ordine. Ma ha fatto un lavoro fantastico, quindi mi congratulo con lui”.

Poi Hamilton è tornato sui team-radio ricevuti dal muretto box, messaggi fino troppo chiari in merito al suo ritmo di gara eccessivamente lento…
“Non so perché non ci abbiano semplicemente lasciato correre – ha spiegato – non ci sono stati momenti in cui la gara non sia stata nelle nostre mani, e non credo che il successo sia mai stato a rischio. Con il Mondiale costruttori in casa da tempo, non capisco perché abbiano continuato a commentare la corsa. Per quanto mi riguarda, ho perso un sacco di punti durante la stagione, quindi ero in pista per combattere e senza cercare di fare nulla per danneggiare la squadra”.

Dopo le conferenze stampa di rito, Hamilton ha dovuto presenziare alla foto di gruppo del team, e alla festa nell’hospitality Mercedes. Troppo per lui, ed ha liquidato il tutto con una stretta da mano molto formale per poi lasciare la pista in tutta fretta. Si possono criticare i comportamenti in pista, ma non ci si può attendere che un cavallo di razza celebri l’avversario nel giorno del trionfo. Soprattutto quando si è certi (ed Hamilton lo è) di valere di più.

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