MotoGP – La colonna di Mamola: Valentino conosce già il suo nemico

La colonna di Mamola: Valentino conosce già il suo nemico

Dall’atteso debutto di Jorge Lorenzo con la Ducati a quello di Maverick Vinales in Yamaha, Randy Mamola analizza i primi due giorni di test a Valencia, offrendo le sue conclusioni.

1 – Il sorriso di Lorenzo con la Ducati

 

Jorge Lorenzo, Ducati Team

Jorge Lorenzo, Ducati Team

Photo by: Gold and Goose Photography

 

La prima uscita di Jorge Lorenzo con la Ducati è stato il pricipale punto di interesse dei test. E non ha deluso. Dal momento in cui si sono aperte le porte del box, si è visto sul volto di Jorge un sorriso molto più grande di quello che ha sfoggiato nel suo ultimo anno in Yamaha. Molti pensavano che la prima volta sulla Desmosedici sarebbe stata uno shock. A lui era proibito parlare e io non voglio speculare, quindi posso solo essere guidato dall’impressione che ho avuto, ma questa è stata molto positiva. Sono andato in pista a vederlo guidare ed è stato Jorge, con il suo stile, a portare la moto sulla sua strada. E’ vero che alla fine della seconda giornata era staccato di sette decimi, un gap importante su un tracciato corto come quello di Cheste, ma dobbiamo anche tenere a mente che questo era il suo primo contatto.

2 – Maverick, molto rapido e molto presto

 

Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing

Maverick Viñales, Yamaha Factory Racing

Photo by: Gold and Goose Photography

 

Maverick Vinales ha lasciato la Suzuki per guidare la Yamaha, che continua ad essere una versione un po’ migliore della moto con cui ha corso negli ultimi due anni. Potremmo dire che i due prototipi condividono lo stesso DNA, ma la Yamaha è un po’ più raffinata. Martedì scorso, il suo primo giorno, i suoi movimenti erano un po’ esagerati sulla M1, ma mercoledì è riuscito a controllare meglio l’aggressività che lo ha sempre caratterizzato. Per rispondere a questa nuova sfida, Vinales avrà accanto Ramon Forcada, un tecnico con molta esperienza, che sicuramente lo aiuterà molto. Maverick non ha smesso di crescere con la GSX-RR e sulla Yamaha è stato ancora più veloce, dimostrando che può adattarsi perfettamente alla M1. Credo che sia giusto se dico che sarà in grado di sfidare Valentino e Marc fin dal primo momento.

3 – Iannone sotto ai riflettori alla Suzuki

Andrea Iannone, Team Suzuki MotoGP

Andrea Iannone, Team Suzuki MotoGP

Photo by: Gold and Goose Photography

 

In queste ultime due stagione, sia Aleix Espargaro che Maverick Vinales hanno guidato la Suzuki in maniera aggressiva, ma certamente non quanto Andrea Iannone lo faceva con la Ducati. Quindi non mi sorprende affatto che sia stato così veloce sulla GSX-RR. Il suo arrivo è positivo per la Casa di Hamamatsu perché parliamo di un pilota che sa già cosa vuol dire vincere una gara. Saprà adattarsi al nuovo ruolo di leader che serve alla squadra? Ad oggi può rispondere solo la Ducati. Ho qualche dubbio su questo, ma sono completamente sicuro che Andrea è capace di spingersi oltre i confini del limite. Inoltre, eredita una moto che va molto bene: mi sarebbe piaciuto che non avesse piovuto alla domenica in Malesia, perché sono sicuro che Maverick avrebbe combattuto per la vittoria. Iannone è uno dei piloti più energici della griglia. La sua battaglia di domenica con Rossi è stata una delizia ed è anche per questo che lo chiamano “Maniac”.

4 – Valentino e il suo nuovo nemico

 

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Valentino Rossi, Yamaha Factory Racing

Photo by: Gold and Goose Photography

Se qualcosa mi è chiaro è che Valentino Rossi sa già che dovrà lavorare tanto per superare Vinales. Tuttavia, il suo atteggiamento è diverso da quello presentato alcuni anni fa, quando Lorenzo cominciò a sfidarlo finendo per batterlo. Ora sa come ci si sente quando questo accade ed è più preparato a questo. Allo stesso tempo, è una persona molto intelligente, che domina tutti gli scenari psicologicamente, e non dimenticate che quello di Valencia era solo un test. Se Maverick è più veloce di lui, Rossi ha tutto per provare a capovolgere la situazione, ma anche per accettarlo. Ma allo stesso tempo, scommetto che in sei mesi il buon rapporto che abbiamo visto con Vinales sarà rotto. Anche se ultimamente abbiamo sentito Rossi dire semplicemente che non era abbastanza veloce e questo significa che ora sa accettare quando gli altri sono più veloci di lui e la sconfitta. Detto questo, penso che Valentino starà davanti e vincerà delle gare, e qui faccio una sosta per mettere in evidenza ancora una volta la sua competitività e la sua fame a 37 anni. Credo che molti non siano consapevoli di quanto siamo fortunati a vederlo ancora in gara e sicuramente qualcuno lo farà solamente quando sarà andato in pensione. Fino ad allora, non possono far altro che arrendersi a lui e godere.

5 – Il Big Bang della Honda

 

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Marc Marquez, Repsol Honda Team

Photo by: Gold and Goose Photography

Una cosa curiosa è che sia Marc Marquez che Valentino Rossi chiedono le stesse cose ai rispettivi marchi: migliorare l’accelerazione del motore. Per il momento, la soluzione che la Honda ha provato a dare al problema non è sufficiente per lo spagnolo, e lo stesso vale nel caso di Rossi. Durante tutto l’anno Marc ha dovuto contrastare il deficit d’accelerazione della sua moto attaccando in frenata ed in inserimento di curva, e per questo gli è capitato di perdere l’anteriore e finire a terra. Non gli piace correre in maniera conservativa, ma è stato costretto a farlo più volte, mostrando una grande maturità e capacità di adattamento. Ciò non significa che gli piace, ma che probabilmente vorrebbe poter staccare ed entrare in curva con la stessa aggressività, ma a parità di potenza con gli altri. Da quello che ho potuto sentire in pista, direi che il nuovo motore Honda sia diventato Big Bang e questo può solo significare che il marchio ritiene che sia il modo migliore per dare più spinta possibile al propulsore.

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