F1 – Mercedes: Hamilton e Rosberg 9 pari, ma Nico ha un bonus di 12 punti

Mercedes: Hamilton e Rosberg 9 pari, ma Nico ha un bonus di 12 punti

La Mercedes in Brasile ha festeggiato un’altra doppietta sotto all’acqua di Interlagos. Hamilton: “Oggi ho capito cosa provava Senna davanti al pubblico che lo acclamava”. Rosberg: “Ho avuto il mio momento di tensione ma è andata bene”.C’era il rischio, concreto, di una crisi di nervi. Lewis Hamilton e Nico Rosberg hanno vissuto un pomeriggio da incubo pur essendo al volante della migliore monoposto sulla griglia, correndo una gara sulle “uova”.

Un po’ più semplice quando si guida una Mercedes (o una Red Bull), ma molto più complesso quando, a differenza degli avversari, c’è l’aggravante non proprio da poco di sapere che un errore avrebbe vanificato non solo il Gran Premio del Brasile, ma anche il Mondiale.

Da una parte c’erano gli obiettivi da raggiungere, dall’altra la speranza di sentire arrivare via-radio la notizia di un errore dell’avversario diretto. Ma sbagli non ce ne sono stati, e così alla fine è arrivato il risultato più logico: primo Lewis Hamilton, secondo Nico Rosberg.

Il Mondiale va così ad Abu Dhabi, con una situazione decisamene a favore di Nico. Hamilton ha portato a nove i suoi successi stagionali (raggiungendo il compagno di squadra), ma restano dodici punti a vantaggio di Rosberg.

Un margine sufficiente a correre per un terzo posto… con una Mercedes. Ma Hamilton comunque un passo avanti lo ha fatto, annullando due dei tre match-point a disposizione di Rosberg, e godendosi anche un trionfo che nella sua carriera non era mia arrivato, quello nel Gran Premio del Brasile.

“Mi ricordo bene quando vidi Ayrton vincere qui nel 1991 – ha commentato Hamilton – e ho ben presente cosa pensai: ‘questo è quello che voglio fare’. Oggi posso capire come si sentiva, essere qui davanti al pubblico che acclamava Ayrton… beh, è un momento che non dimenticherò mai. Per tanti anni vincere questa gara è sembrato un tabù”.

“Oggi è stata una delle vittorie più facili che ho avuto – ha detto a sorpresa Lewis – ma sapevo anche che nelle condizioni di pista così difficili avrei potuto commettere un errore, in qualsiasi punto. Ma ho sempre avuto la sensazione di avere la corsa sotto controllo, è stata una di quelle gare in cui sono stato in grado di concentrarsi esclusivamente sulla guida”.

“Il Mondiale? Sono contento che si concluderà all’ultima gara, tutto quello che posso fare è concentrarmi come ho fatto in queste ultime gare. Se ci riuscirò, sarò certo nel mio cuore di aver raggiunto il massimo in questa stagione”.

La visione di Rosberg è molto più pratica del compagno di squadra. Sa di avere i numeri dalla sua parte, e al termine dei 71 giri della gara di Interlagos la sua espressione è stata quella di chi ha compiuto la sua missione.

Nico è stato molto scaltro nel non cercare di resistere all’attacco di Verstappen nelle fasi iniziali di gara, sapendo che uscire di traiettoria avrebbe comportato rischi enormi, e la parola “rischio” l’aveva tolta dal vocabolario prima ancora di atterrare a San Paolo. I fatti gli hanno dato ragione, e tra lui ed il titolo iridato c’è ormai solo una gara che potrà affrontare in modalità pallottoliere.

“Oggi abbiamo visto molti piloti finire fuori pista – ha commentato Nico – c’era un forte rischio di aquaplaning, ed anche io ho avuto un momento di tensione. Lewis ha fatto un lavoro migliore oggi, e ha meritato la vittoria, da parte mia devo essere felice per la seconda posizione”.

“Anche Max ha fatto una buona gara, sapevamo che la Red Bull sarebbe stata molto forte sul bagnato. Devo ringraziare il mio team per aver scelto la giusta strategia e avermi permesso di restare in pista con le full-wet. Ora non vedo l’ora di essere Abu Dhabi, dove arriverò con i buoni ricordi dello scorso anno”.

Rosberg ritroverà la stessa pista del 2015, ma non la stessa tranquillità (dopo la sconfitta nel Mondiale) di dodici mesi fa. Più che la pista di Yas Marina Nico dovrà temere solo se stesso, il famoso “braccino”, la paura di vincere che arriva vicina al traguardo. Ma l’ostacolo San Paolo è alle spalle, e visto quanto accaduto nella gara di oggi, non è cosa da poco. Resta il tabù della vittoria bagnata, ma davanti alla prospettiva di un titolo Mondiale, è un obiettivo che può essere rimandato tranquillamente alla prossima stagione.

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