F1 – La Ferrari sarà più aggressiva sulle regole e vuole conoscerne i limiti

La Ferrari sarà più aggressiva sulle regole e vuole conoscerne i limiti

Dietro all’appello sul caso Vettel affiora uno scenario che va ben oltre le questioni disciplinari sui piloti e va dritta su cosa si potrà fare sulle monoposto 2017. A Maranello sono pronti ad andare oltre alle soluzioni più estreme già viste…

C’è un caso nel… caso. Bisogna fare un passo indietro e tornare all’appello presentato dalla Ferrari per riaprire il caso “Messico”, ovvero la richiesta di rivedere la decisione del Collegio dei Commissari Sportivi che ha portato alla retrocessione nell’ultimo Gran Premio di Sebastian Vettel dalla terza alla quinta posizione.

Reclamo che ieri la FIA (dopo una videoconferenza alla presenza dei quattro commissari presenti a Città del Messico) ha rigettato. La vera sorpresa è stata la successiva presa di posizione della Ferrari, che si è ulteriormente riservata la possibilità di presentare un nuovo appello.

A molti addetti ai lavori è sembrata una decisione eccessiva, e forse la è davvero. Ci sta che un team difenda nelle sedi opportune i suoi piloti (lo prevedono anche i contratti), ma davvero la Ferrari si sta accanendo sul fronte giuridico-sportivo per recuperare le due posizioni perse in Messico? La risposta è assolutamente no.

O meglio, forse sarebbe opportuno dire che non c’è solo la questione disciplinare in ballo. In Ferrari le bocche sono ovviamente cucite, ma pare che ci sia dell’altro. Sarebbe in atto una scontro, un braccio di ferro con la FIA che in realtà avrebbe ben altri attori nel mirino. E allora si può capire perché a Maranello si siano infilati in una partita fatta di segnali, spesso criptati, che hanno un destinatario per noi ancora ignoto.

Possiamo ipotizzare che in Ferrari vogliano vederci molto chiaro sul fronte regolamentare, e non solo dal punto di vista sportivo, ma anche tecnico, visto che le monoposto 2017 nasceranno da un foglio bianco.

Ci sono aspetti normativi che avrebbero fatto storcere il naso agli uomini del Cavallino: il telaio aperto anteriormente della Mercedes W07 Hybrid che non ha le misure minime della cellula di sicurezza, pur avendo conseguito l’omologazione da parte dei commissari tecnici della Federazione, per non dire dei materiali grazie ai quali in particolare una squadra, si direbbe la Red Bull Racing, potrebbe modificare l’assetto Rake con interessanti concetti che potrebbero non essere nello spirito delle norme.

L’interrogativo allora prende forma: la Ferrari agita le acque per capire cosa sarà concesso nel 2017, e quali saranno i limiti perché poi non parta l’accusa di aver… rubato? La sensazione è che a Maranello siano pronti al riarmo (soprattutto tecnico) dopo un lungo periodo di buonismo. L’interpretazione delle norme, pertanto, sarà una delle caratteristiche sulle quali sta nascendo la 668. Ma dopo aver visto dei salti in avanti dei principali avversari , Mattia Binotto e i suoi colleghi vogliono tutelarsi…

Secondo alcuni addetti al lavori, non c’è però solo la questione “regolamento”, visto che la Ferrari vuole marcare il territorio nei confronti dei nuovi proprietari della Formula 1, il gruppo Liberty Media.

Sarà una caso di contemporaneità, ma sentire Sergio Marchionne parlare con interesse della Formula E, ha ricordato a molti la presa di posizione di Enzo Ferrari, quando nel 1986 fece realizzare la monoposto 637, una vettura progettata secondo i regolamenti della serie CART statunitense.

In realtà il progetto 637 nacque sui dissidi tra il Drake e la FIA dopo la decisione di quest’ultima di concludere l’era turbo e tornare ai propulsore atmosferici. Coincidenze? Forse.

Quello che sembra certo è che i messaggi sono indirizzati ai piani alti, oltre quello Strategy Group in programma mercoledì prossimo nel quale sarà proposta e discussa una semplificazione degli attuali regolamenti non solo sportivi ma anche tecnici.

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