F1 – Team radio: Vettel isterico, Max scorretto. Ma chi sceglie i messaggi tv?

Team radio: Vettel isterico, Max scorretto. Ma chi sceglie i messaggi tv?

La FOM seleziona le comunicazioni radio da mandare in onda cercando di animare lo show. Piloti e team manager hanno imparato a “usare” le comunicazioni per lanciare messaggi, indurre decisioni, condizionare le scelte. C’è anche una regia occulta?

Gli insulti di Sebastian Vettel con il “vaffa” a Charlie Whiting sono andati in onda durante la il concitato finale del GP del Messico. L’indicazione di Giampiero Lambiase, ingegnere di pista di Max Verstappen no: il tecnico italiano del muretto Red Bull Racing prima aveva consigliato l’olandese a cedere la posizione al ferrarista dopo il taglio di chicane al 68esimo giro, poi ha fatto sapere al suo pilota che era sotto investigazione da parte dei commissari sportivi, ma che l’eventuale penalità sarebbe stata decisa dopo la corsa, lasciando intendere che a quel punto non avrebbe dovuto far passare la Ferrari. Favorendo così la rimonta di Daniel Ricciardo che stava arrivando dietro alla SF16-H spinto dalle gomme a mescola Soft più fresche e più veloci.

Max Verstappen, quindi, ha capito il messaggio al volo e da buon professionista si è prestato al gioco di squadra, mentre i telecronisti di mezzo mondo lo descrivevano come un giovane di talento, ma terribilmente scorretto perché non ha rispetto nemmeno degli ordini che arrivano via radio dal suo team. E allora viene da chiedersi chi sia che decide quali sono i team radio che vanno in onda e quali, invece, no.

Le conversazioni vengono filtrate e messe in onda dalla FOM: solitamente il turpiloquio viene coperto con un beep, mentre nel caso di Sebastian Vettel le parolacce all’insegna del direttore di gara si sono sentite forte e chiaro. La sensazione che si può trarre è che gli uomini diretti da Bernie Ecclestone siano in grado di condizionare l’opinione degli ascoltatori selezionando oppure no un team radio piuttosto che un altro.

Il giovane olandese, in questo caso, è passato per il “pierino la peste” mentre si è attenuto alle prescrizioni della squadra, mentre Vettel è letteralmente “svalvolato”. Il tedesco ha mostrato un nervosismo indiscutibilmente superiore a quello che gli è abituale. Un quattro volte campione del mondo che ha vinto 42 Gran Premi ed è salito sul podio 85 volte non può arrivare alle invettive perché rischia di non agguantare un terzo posto che avrebbe interrotto l’assenza di podi da undici gare.

È evidente che c’è un malessere del tedesco che si sta “alonsizzando” ogni giorno di più: prima del turpiloquio riservato a Charlie Whiting, non ha risparmiato “complimenti” a Max Verstappen, Carlos Sainz e… Fernando Alonso. Lo spagnolo si è preso dell’idiota e con una certa dose d’ironia ha replicato che perdonava il ferrarista perché capisce la frustrazione che sta vivendo all’interno della squadra.

La FOM fa il suo gioco che è quello di alimentare lo show dei GP e non è più un mistero per nessuno il fatto che i team radio facciano parte dello spettacolo, tant’è che quando sono stati aboliti nell’estate, sono poi stati ripristinati a furor di popolo.

Ma la domanda che alcuni maliziosamente si fanno è: c’è una regia “occulta” che riesce a condizionare pesantemente l’opinione pubblica scegliendo opportunamente un team radio piuttosto che un altro, oppure c’è in tempo reale una tale disponibilità di informazioni che è impossibile selezionarle tutte?

Un fatto è certo: le comunicazioni radio hanno assunto un valore che non è solo mediatico: Kimi Raikkonen è diventato un idolo nell’epoca Lotus quando apostrofò il suo ingegnere di pista dicendo: “Lasciami solo, so quello che sto facendo!”. Uno degli “specialisti” nell’uso del team radio è certamente Fernando Alonso capace di mettere pressione alla Honda (“abbiamo un motore da GP2, molto imbarazzante!”), mentre Romain Grosjean si è fatto la fama dell’antipatico, più di quanto già non sia, per i continui improperi contro la Haas.

I team radio, quindi, vengono usati per lanciare messaggi, indurre delle decisioni, condizionare le scelte. E l’immagine del piagnucoloso che si sta appiccicando addosso a Sebastian Vettel di certo non gli giova…

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