F1 – Vettel: la festa del podio e poi la beffa di 10 secondi di penalità!

Vettel: la festa del podio e poi la beffa di 10 secondi di penalità!

Vettel viene retrocesso al quinto posto del GP del Messico a seguito dei 10 secondi di penalizzazione inflitti dai commissari sportivi per la manovra di chiusura ai danni di Ricciardo. L’australiano è terzo, ma Verstappen sale quarto. Qualcosa non…La Formula 1 ha perso la bussola! Il collegio dei commissari sportivi è entrato nel pallone per definire chi fosse il pilota che avesse il titolo di salire sul podio per ritirare la coppa del terzo classificato. Max Verstappen, dopo aver tagliato il traguardo dietro alle due Mercedes, ha scoperto solo nel retro del podio che era stato penalizzato di 5 secondi, per cui a ritirare il trofeo sarebbe stato Sebastian Vettel.

Il tedesco si è fatto una bella corsa dal parco chiuso per arrivare in tempo alla cerimonia: Sebastian ha festeggiato il ritorno sul podio della Ferrari dopo dieci GP di digiuno, ma la gioia è stata di breve durata perché i commissari sportivi hanno poi deciso di appioppare 10 secondi di penalità proprio a Vettel per aver chiuso la traiettoria a Daniel Ricciardo quando l’australiano era già in staccata.

La classifica, quindi, è stata cambiata a tavolino: terzo Daniel Ricciardo, quarto Max Verstappen e solo quinto Sebastian Vettel. Uno scandalo. Una vergogna! Non perché la monovra molto al limite del ferrarista non fosse sanzionabile, quanto per il fatto che ancora una volta si sono usati due pesi e due misure.

Sebastian Vettel paga il cambio di regole che proprio il tedesco, insieme ad altri insigni colleghi, ha chiesto alla FIA dopo i comportamenti scorretti di Max Verstappen, messo sul banco degli imputati per aver chiuso la traiettoria agli avversari mentre questi erano già impegnati nella staccata e non avevano modo di cambiare la traiettoria creando una grave situazione di pericolo.

Il tedesco è stato sanzionato con 10 secondi di penalizzazione sulla risultato di gara e si è visto togliere altri due punti dalla Licenza a punti, arrivando a un totale di sei negli ultimi 12 mesi. Il provvedimento è scattato per tre motivi:

1- Sebastian ha guidato in maniera potenzialmente pericolosa

2 – ha avuto un anomalo cambio di direzione
3 – un altro pilota ha dovuto effettuare una schivata

I commissari per prendere la decisione hanno visionato le immagini del circuito chiuso, quelle della camera car e i dati della telemetria che hanno confermato il comportamento di Sebastian in evidente contrasto con il l’Articolo 27.5 del Regolamento Sportivo di Formula 1.

E anche se non appare scritto da nessuna parte anche le contumelie che il quattro volte campione del mondo ha riservato via radio a Charlie Whiting qualche peso devono averlo avuto, a prescindere dalle scuse personali che il pilota della Ferrari ha voluto portare al direttore della Formula 1.

Sta di fatto che una norma varata “contro” Max Verstappen, alla fine ha “aiutato” l’olandese. Questa è la summa di una giornata da dimenticare per la Formula 1. Se la terza posizione di Daniel Ricciardo non è da mettere in discussione, è inaccettabile che il ferrarista finisca al quinto posto anche dietro alle spalle di Max Verstappen. Colui che ha scatenato tutto il coas finale, alla fine ne trae un beneficio: Ricciardo è arrivato a ridosso della Ferrari prima del previsto proprio perché l’olandese ha fatto un tappo che è servito a far avvicinare il compagno di squadra.

Le due punizioni, quindi, non sono affatto commisurate, mostrando una volta di più che la FIA prende decisioni senza un metro di giudizio, in funzione di chi finisce sotto la loro lente. E’ evidente che la Ferrari ha perso molto del suo potere politico, mentre la Red Bull ha la capacità di dettare le regole del gioco, mettendo ben due RB12 all’unica Rossa che aveva concluso davanti alle monoposto di Milton Keynes. Questa volta a Maranello non devono tacere come hanno fatto fino a oggi, dovranno fare sentire la loro voce per evitare di essere strapazzati. La sintesi? Cornuti e mazziati…

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